Riforma Fornero e Contratto a Termine

Post on 12 Gennaio 2013
by Avv. Nicola Ferrante
in blog

La riforma del lavoro, c.d. Fornero, ossia la legge 28 giugno 2012, n. 92, ha apportato modifiche sostanziali al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in tema di contratto di lavoro a tempo determinato, sebbene sia stato confermato che «il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisca la forma comune di rapporto di lavoro»

Ancora più specificatamente, la riforma prevede la possibilità di stipulare il c.d. contratto a termine acausale, e cioè privo della specifica ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, purchè si tratti:

  • del primo rapporto tra le parti (datore di lavoro e lavoratore) a tempo determinato;
  • di durata non superiore a 12 mesi;
  • concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione;
  • sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima missione di un lavoratore nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato.

Tutto ciò, fermo, ovviamente, il requisito della forma scritta del contratto stipulato e il divieto di proroga dello stesso.

E’ importante sottolineare che tale contratto a tempo determinato può essere preceduto da un rapporto di collaborazione o di apprendistato tra le stesse parti e seguito da ulteriori contratti a termine con causa e altre limitazioni, di cui agli artt. 1 e 2 del D.Lgs. n. 368/2001.

Fonte: www.consulenzaeassitenza.it

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